Dove inizia la GMP per la cannabis medicinale?
Quattro testi UE si passano la domanda: come GACP, Annex 7, Part II e ICH Q9 costruiscono un confine GMP difendibile per la cannabis.
Nessun testo europeo risponde da solo a questa domanda, ed è il punto di partenza onesto. Quattro documenti se la passano: la guideline GACP dell’EMA dice che “in some circumstances” (in alcune circostanze) essiccazione e taglio seguono la GMP e rimanda all’Annex 7; la tabella dell’Annex 7 è l’unico punto dove una stessa attività, cutting and drying, sta sotto GACP, GMP Part II e Part I insieme; la nota esplicativa lega la classificazione all’uso del materiale e la responsabilità al fabbricante del medicinale; la Part II chiede poi a quel fabbricante di “designate and document the rationale” (designare e documentare il razionale) del punto in cui inizia la produzione della sostanza attiva, caso per caso. Ho costruito su questo percorso il mio webinar di agosto 2026 con Christopher Tasker di Global Cannabinoid Solutions, perché la risposta è un percorso e non uno slogan: la GMP inizia dove sapete designarla, documentarla e difenderla con scienza e rischio.
Qual è la differenza tra GACP e GMP?
La differenza è l’architettura regolatoria, e ridurla a qualità contro non qualità sbaglia tutto il confine. Come ho detto al webinar, sarebbe “completely misleading” (del tutto fuorviante) descrivere la GACP come assenza di qualità e la GMP come qualità: la distinzione vera sta nella natura delle responsabilità e nella profondità e formalità dell’evidenza richiesta per dimostrare il controllo. La GACP (guideline EMA, oggi alla Revision 1) copre coltivazione, raccolta e primary processing delle sostanze vegetali, con uno scopo dichiarato in termini farmaceutici: per questi starting material serve “an adequate quality assurance system” (un sistema adeguato di assicurazione qualità). La GMP, in EudraLex Volume 4, governa la fabbricazione della sostanza attiva (Part II) e del medicinale (Part I). Un coltivatore sotto GACP non è fuori dalla qualità. La domanda è dove un’architettura consegna il materiale all’altra.
Quali regole si applicano a essiccazione e taglio?
Essiccazione e taglio sono il punto del passaggio di consegne, e lo dice la stessa GACP. La sezione 12 sul primary processing vuole l’essiccazione “as soon as possible after harvesting” (il prima possibile dopo la raccolta), poi la frase che porta il peso: “In some circumstances drying and cutting should be performed according to EudraLex Volume 4 GMP part I or II (refer the GMP Table in Annex 7)”, cioè in alcune circostanze essiccazione e taglio seguono la GMP, col rimando alla tabella dell’Annex 7. Al webinar l’ho chiamato un autentico regulatory handoff: il documento segue il materiale dalla coltivazione al primary processing e, proprio su essiccazione e taglio, smette di rispondere da solo e nomina il testo dove la decisione continua. La prima domanda che segue è quella che ho fatto al pubblico: quali circostanze? Si va dove manda la GACP, alla tabella dell’Annex 7.
Che cosa decide la tabella dell’Annex 7?
La tabella decide meno di quanto il mercato creda, ed è questo il suo valore. Nella griglia dell’Annex 7 la riga “cutting, and drying of plants” è l’unica marcata sotto tutti e tre i regimi: GACP, Part II e Part I. La nota asteriscata ne scioglie una parte, “GMP is applicable to further cutting and drying steps” (la GMP si applica agli step ulteriori di taglio ed essiccazione), e la nota esplicativa dà la regola che regge il resto. La classificazione GMP del materiale vegetale “is dependent upon the use made of it by the manufacturing authorisation holder” (dipende dall’uso che ne fa il titolare dell’autorizzazione alla fabbricazione), e:
It is the responsibility of the manufacturer of the medicinal product to ensure that the appropriate GMP classification is applied.
La classificazione segue l’uso. Lo stesso fiore essiccato può essere sostanza attiva, intermedio o, una volta confezionato, parte del prodotto finito: la risposta dipende dall’uso che ne fa il titolare, non dal nome dell’operazione.
Chi fissa il punto di inizio GMP, e come?
Lo fissa il fabbricante, e i testi pretendono un fascicolo difendibile, non un’abitudine. La EU GMP Part II (sezione 1.2) chiede al fabbricante di “designate and document the rationale for the point at which production of the active substance begins” (designare e documentare il razionale del punto in cui inizia la produzione della sostanza attiva), stabilito caso per caso per processi come l’estrazione. Tre parole portano il carico: designare un punto concreto, documentarlo in evidenza leggibile da terzi, sostenerlo con un razionale. Una dichiarazione orale o un’abitudine di settore non reggono davanti a un legislatore, come ho detto il 25 agosto. La stessa sezione aggiunge che la severità GMP “should increase as the process proceeds” (cresce con l’avanzare del processo): un gradiente interno alla fabbricazione della sostanza attiva, che non sposta il confine. ICH Q9(R1) dà il metodo: valutazione del rischio “based on scientific knowledge” (su conoscenza scientifica), legata “to the protection of the patient” (alla protezione del paziente). La scienza dell’essiccazione dimostra che lo step è critico; la classificazione va comunque costruita da uso, stato del materiale e rischio documentato, non dalla sola criticità.
Che cosa significa per una filiera cannabis?
Significa che il confine è una decisione di governance che qualcuno deve possedere, documentare e difendere, e nella cannabis quel peso arriva presto. In gran parte del mercato il prodotto viaggia senza AIC ordinaria, quindi il documento esterno a cui i testi rimandano va letto come autorizzazione nazionale applicabile o via legale di fornitura, e la classificazione ricade sul fabbricante che usa il materiale. Le autorità premono già su questa cucitura: nel 2026 l’autorità di vigilanza farmaceutica del Land tedesco dell’Assia (un Land, non il BfArM federale) ha diffuso una nota che legge l’essiccazione controllata dei fiori come step critico di fabbricazione. Qualunque peso le diate, chi compra ormai chiede al fornitore il fascicolo del confine: dove inizia la GMP, designato, documentato, motivato. La mia regola di lavoro, detta al webinar, vale per entrambi i lati del tavolo: non dobbiamo inventare nessuna formula commerciale per spiegare GACP o GMP. Dobbiamo sempre tornare alle guideline.
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